Wubi 8.04 marzo 7, 2009
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Il software di che oggi vi presentiamo si chiama Wubi 8.04. Si tratta di un ottimo programma che ci permette di installare Ubuntu 8.04 Hardy Heron direttamente da Windows. E’ la maniera più facile per permettere agli utenti Windows di imparare a usare Ubuntu Linux. La caratteristica più interessante di Wubi 8.04 è, infatti, quella di poterlo disinstallare in qualunque momento come un normale software, nel caso in cui non dovesse piacere (questo è dovuto al fatto che Wubi 8.04 installa l’edizione di Ubuntu selezionata proprio come un normale software)
Ecco le edizioni di Ubuntu che Wubi 8.04 ci permette di installare:
- Ubuntu 8.04
- Kubuntu
- Kubuntu-KDE4
- Xubuntu
Requisiti minimi di sistema
- 256 MB di memoria RAM
- 5 GB di spazio libero su Hard Disk
- Windows 98/2000/XP/Vista
Download di Wubi 8.04
Come utilizzarlo
1. Avviamo l’eseguibile scaricato. Se lavoriamo con Windows Vista e l’UAC è attivato, clicchiamo su “Consenti” e attendiamo.
2. Dopo alcuni secondi, dovremmo poter visualizzare la configurazione iniziale.
3. Innanzitutto dobbiamo selezionare la lettera del volume in cui installeremo Ubuntu. E’ consigliabile selezionare un volume in cui lo spazio disponibile è di almeno 8 GB.
4. Infine ci basta inserire tutti i dati personali come “Nome Utente” e “Password” e andare avanti.
5. A questo punto avrà inizio l’installazione di Ubuntu.
Nota: Se nella cartella in cui si trova Wubi è presente anche l’immagine ISO, Wubi la utilizzerà per l’installazione. In caso contrario, provvederà Wubi stesso a scaricarla dalla rete.
6. Completata l’installazione riavviare il computer. Al riavvio dovreste poter scegliere Ubuntu tra l’elenco dei sistemi operativi.
7. Selezionate Ubuntu e attendete pazientemente l’installazione del Sistema Operativo. Al termine dell’installazione, riavviate nuovamente il vostro PC e potrete finalmente usufruire del vostro Sistema Operativo Ubuntu 8.04.
Nota: Se installate Ubuntu su una partizione NTFS, può accadere che non riusciate ad avviare il S.O. Ubuntu 8.04: genericamente vengono mostrati due tipi di errori, grub error code 15 e 17. In questo caso seguire la seguente procedura.
Come risolvere Grub error code 15 e 17
Il problema può essere determinato dal verificarsi di due diverse condizioni:
- Il drive è frammentato (o il file system è danneggiato)
- La partzione NTFS è compressa
Il drive è frammentato (o il file system è danneggiato)
Seguire la seguente procedura:
1. Eseguire uno Scandisk utilizzando il comando ”chkdsk” dal Prompt dei comandi di Windows.
2. A Scandisk completato, effettuare una deframmentazione del disco su cui è installato Wubi.
La partzione NTFS è compressa
In questo caso basta semplicemente decomprimere la partizione in cui è installato Wubi. Per farlo seguire questi semplici passi:
1. Andare su Computer (Windows Vista) o Risorse del computer (Windows XP) e fare click destro sull’unità in cui è installato Wubi.
2. Cliccare ora su “Proprietà” e rimuovere il segno di spunta da “Comprimi unità per risparmiare spazio su disco”.
Windows Vista: Evoluzione o involuzione? febbraio 4, 2009
Posted by datalogicommunication in Sistema operativo Vista verso Xp.Tags: aero, bill-gates, patch, redmond, serivce-pack, webdc, windows, windows vista, xp
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In principio… un po’ di storia
Erano gli albori dell’informatica moderna (1995), quando Microsoft presenta al grande (più o meno) pubblico, un sistema operativo che cambierà radicalmente l’approccio al mondo dell’informatica: Windows 95.
Da quel fatidico giorno, di passi avanti questo affascinante mondo ne ha fatti tanti: svariate le versioni del sistema operativo della casa di Redmond si sono susseguite sui nostri PC, e la concorrenza, inizialmente timida, ha affilato le proprie armi per cercare di spodestare il re dal trono. Versione dopo versione, aggiornamento dopo aggiornamento, le features introdotte a vantaggio dell’utente finale sono stante tante, come però anche i bug che questi inevitabilmente andava a creare. Multitasking, codice a 32/64 bit, G.U.I (nonostante la prima interfaccia grafica sia ad appannaggio della Apple, che a sua volta aveva preso spunto dalla Xerox), Fat32, Plug and Play, queste sono alcune caratteristiche introdotte nel corso degli anni (e tante altre sicuramente faranno capolino negl’anni a venire).
Bill Gates deve ringraziare principalmente il mondo dei videogames (senza naturalmente scordarsi del mondo delle P.M.I, delle P.A. e quello accademico), se ora si trova ad avere un numero incredibile di PC nel mondo che utilizzano i suoi prodotti (non dobbiamo dimenticare le royalty che le altre softwarehouse devono versare per poter utilizzare la sua tecnologia proprietaria). Ma come tutte le favole che si rispettino, l’orco cattivo sta in agguato che trama nell’ombra. Oltre alle cause (istituite dagli organi preposti al controllo) legate al monopolio che Microsoft attua sia in Europa che in U.S.A (l’antitrust ha sempre molto da ridire sui suoi metodi di espansione, spesso pericolosamente in bilico tra il legale e l’illegale), il problema principale è costituito dai bug. Se inizialmente questi si mantenevano nella norma, e venivano quasi immediatamente “appianati”, ora, più novità vengono introdotte, più aumentano esponenzialmente i problemi.
Nel palmares della casa di Redmond purtroppo (per loro), non si annoverano solo successi, ma anche qualche flop. Il caso più eclatante è stato quello di Windows ME: nato per essere un passo avanti rispetto al 98, e “multimedialmente” spinto, si è ritrovato ad essere una “versione beta” commerciale (bug e problemi fin dall’installazione). Superato questo empasse (si parla del 2000), nel 2001 esce Windows XP (ho tralasciato appositamente windows 2000 in quanto viene utilizzato in ambito professionale e server), con le sue versioni Home e Professional. Passano 6 anni (5 per le aziende) e fa capolino il sistema operativo che secondo Redmond cambierà radicalmente l’uso del computer e rivoluzionerà il nostro modo di lavorare e vedere il web, Windows Vista. Ma sarà poi stato così?
La grande Vista
A windows Vista va dato il grande merito di aver voluto fortemente differenziarsi dagli altri prodotti fino a qui rilasciati. Per prima cosa una voglia di “sicurezza”, come già Linux e Mac O.S. fanno (anche se pure li non è tutto rosa e fiori), che ha portato a creare e rilasciare tecnologie software sempre più potenti e sofisticate. Ma non solo sicurezza: un’interfaccia grafica funzionale, moderna e tecnologicamente all’avanguardia ed una gestione delle risorse (sia hardware che dei contenuti creati dagli utenti) più immediata e sicura. La prima cosa che colpisce non appena si accende il PC è la vista di Aero. Non una semplice G.U.I, ma un sistema di gestione visiva del sistema, al passo con i tempi, che sfrutta le migliorie tecnologiche di questi ultimi anni per quanto riguarda le schede video (utilizzabile dalla versione di Windows Vista Home Premium in su).
Una gestione migliorata delle schede video, e di rimando un’introduzione a tecnologie che migliorano l’impatto visivo sia per quanto riguarda i film in DVD che l’utilizzo dei videogames. Le Directx 10, ricoprono un ruolo fondamentale nella gestione generale del comparto visivo di questo sistema operativo (anche se ha costretto ad un cambio di schede video moltissimi utenti), permettendo un uso di effetti grafici che tendono sempre più ad avvicinare il mondo digitale a quello reale. Purtroppo, atteso ma solo in parte mantenuto, il cambio del file system: il promesso file system transazionale (soluzione tecnica che la maggior parte dei sistemi operativi concorrenti adottano) non è ancora arrivato, ma in compenso abbiamo un NTFS più performante, che migliora alcune lacune dei suoi predecessori.
Anche il registro si sistema è stato migliorato, adesso abbiamo la possibilità di “virtualizzare” parti del registro, in modo da poter installare alcuni programmi anche se non si è amministratori del sistema e di avere una piena retrocompatibilità con i vecchi software, riuscendo comunque a sfruttare appieno le migliorie tecniche moderne. Una novità che farà felice chi per lavoro scrive programmi è quella di api (“Application Programming Interface”) rinnovate e migliorate, che permettono un’interattività migliore col sistema operativo. Naturalmente non possiamo non citare il supporto nativo del sistema ai Feed RSS, la ricerca veloce (come già avviene con Mac OS) grazie ad un indicizzazione più intelligente di qualsiasi contenuto all’interno dei nostri supporti di memoria (documenti, file, messaggi e-mail, ecc). Sono stati accontentati tutti quegli utenti che non avevano voglia di riavviare la macchina (magari perché scaricando legalmente dei file da internet), ogni qual volta si installava un patch critica o di un driver (sempre che non riguardi il kernel).
Le cartelle virtuali invece permettono di salvare le ricerche fatte, così da non dover effettuare ogni volta la stessa ricerca, ma non solo, grazie a questo metodo, le ricerche si aggiorneranno automaticamente, senza che l’utente debba fare nessuna operazione. Per finire (anche se si potrebbe parlare ancora molto di nuove funzionalità), abbiamo da citare il “Previous Versions” (disponibile solo sulle edizioni di Vista Business, Enterprise e Ultimate), che permette di ripristinare lo stato precedente delle cartelle, in pratica ripristinare la sovrascrittura di file o cartelle.
Come dicevo nell’introduzione, non tutte le ciambelle per mamma Microsoft riescono col buco, come è avvenuto nel 2000 per Windows Me, anche adesso ci si è accorti che si ha a che fare con un sistema operativo con qualche “rogna” di fabbricazione sul groppone. Principalmente, quello che gli utenti contestano aspramente di Vista è la fame di risorse di sistema. Nonostante abbiano “sbandierato ai quattro venti”, come il loro gioiello potesse girare su sistemi non molto recenti, si è subito capito, che anche macchine di nuova generazione, avrebbero avuto difficoltà ad eseguire operazioni più complesse della semplice navigazione o consultazione della posta elettronica. Basta vedere con i giochi, dove XP richiedeva un giga di ram, Vista ne richiede uno e mezzo, se non due.
Un altro grave problema è la compatibilità di periferiche non studiate apposta per il nuovo O.S: questo ha spinto i produttori hardware a produrre driver in fretta e furia che però spesso creavano problemi entrando in conflitto col sistema (e qui tanti hanno dovuto acquistare periferiche nuove). Non avendo potuto portare a compimento (almeno per il momento) la nuova release del file system, ci si è dovuti accontentare di una soluzione ibrida, che da un lato permette di gestire in modo più veloce file e cartelle, ma dall’altro tende a rallentare ulteriormente il sistema, e non risolve il problema di deframmentazione dei nostri disci rigidi (mi duole ripeterlo, come già Linux, Mac, Unix ecc).
L’ instabilità, soprattutto nelle sue prime incarnazioni, costringeva gli utenti a salvataggi di documenti importanti quotidiani, causa la perdita di materiale importante, con conseguenza drammatiche per chi utilizza il computer per lavoro. Non sono bastate le patch distribuite nel tempo, e neanche il service pack 1: alcuni PC, dopo la sua installazione, si sono letteralmente inchiodati, costringendo ad una formattazione, con perdita di tempo. Altri invece hanno dimostrato bizzarre compatibilità con driver installati sul sistema, e con un applicativo gestionale utilizzato dalle piccole e medie imprese il “Microsoft Rms“. Anche sul fronte sicurezza, i tanto annunciati passi avanti non si son visti e nonostante Microsoft continui a snocciolare “statistiche” che dimostrano il numero dei bug di Vista siano inferiori a quelli di Linux, gli analisti fanno notare che questi ultimi siano meni gravi e che non corrano il rischio di compromettere la privacy e la sicurezza degli utenti.
In definitiva (a detta di alcuni dirigenti di Redmond) un sistema operativo che tende sempre più ad assomigliare al vecchio Windows Me, piuttosto che ad un software da avere a tutti i costi. Certo, alcuni passi avanti ci sono stati, ma troppo pochi per spingere gli utenti a spendere una cifra notevole per un prodotto che è da considerarsi una “Beta release“, ed abbandonare il caro e vecchio Windows XP.
