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Tre modi per accendere un PC a distanza marzo 28, 2009

Posted by datalogicommunication in Accendere un PC a distanza.
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immagine11Possono essere diverse le esigenze per cui è indispensabile accendere un PC a distanza.

L’operazione è possibile in vari modi: attraverso un comando inviato da remoto o mediante l’accensione automatica ad una certa data e ora.

Ecco 3 metodi diversi per raggiungere lo stesso scopo:

1. Impiegando la modalità WOL (Wake On Lan)
2. Utilizzando la funzione WOR (Wake On Ring)
3. Con il POWER ON BY ALARM (accensione programmata del BIOS)

L’accensione attraverso il sistema WOL richiede che il PC sia connesso in rete.
Con un programma particolare, che invia dei pacchetti speciali alla scheda di rete, possiamo comandare a nostro piacimento l’accensione, dovunque ci troviamo.

Per prima cosa attiviamo la funzione WOL nel menù del BIOS in modo da permettere alla scheda di rete di rimanere in ascolto.
Poi recuperiamo l’
indirizzo MAC della scheda portandoci nella finestra del prompt dei comandi di Windows e digitando il comando seguente:

arp -a

Compariranno vari numeri IP e i corrispondenti MAC Address.
Noi prendiamo nota di quello relativo all’IP nel PC da comandare.

A questo punto attraverso un piccolo e semplice programmino, disponibile in calce al post, possiamo inviare il pacchetto di comando che accenderà il PC appena settato.
Basta compilare appena 2 campi: l’IP Broadcast Address con 255.255.255.255 e il Destination Ethernet Address con l’indirizzo MAC appuntato.
Premiamo Send e accendiamo il PC remoto.

Con la funzione WOR possiamo invece accendere il computer attraverso uno squillo telefonico.
Questa volta è il modem che, alla ricezione del segnale di squillo, attiva il PC.
Dobbiamo solo accedere al BIOS ed attivare la funzione Wake On Lan, impostando eventualmente il numero di squilli necessari per attivare il PC.

Il POWER ON BY ALARM infine provvede all’attivazione automatica del computer alla data e ora programmata.
Anche quì si imposta tutto dal BIOS.
L’automatismo dell’accensione prevede anche operazioni cicliche quotidiane, settimanali e mensili.

Cosa è l’indirizzo IP (oppure IP address)? marzo 7, 2009

Posted by datalogicommunication in Indirizzo IP.
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Cos’è l’indirizzo IP, definizione di IP privato, IP pubblico, IP dinamico, IP fisso.

Grazie ad Internet è oggi possibile, con un semplice click, inviare informazioni, immagini, multimedia, da un capo all’altro del pianeta in pochi istanti. Ma comè possibile tutto ciò? Quali misteriose tecnologie regolano lo scambio di informazioni tra due computer? E, soprattutto, che cos’è Internet?

Cercare di dare una definizione esatta ad Internet è un compito arduo, e forse riduttivo: generalmente siamo abituati ad associare a questo termine il significato di rete. Ma siamo altrettanto abituati ad associare al termine “rete” l’immagine di una cosa statatica, di una natura morta, di qualcosa di freddo, metallico, insensibile.
Internet è molto di più. E’ un sistema apolitico, autoregolante, nel quale ogni essere umano può esprimersi senza dover rendere conto a nessuno, senza dover rispettare correnti politico-culturali.
E’ l’ultima terra franca oltre lo schiavismo evolutivo.

Fisicamente, è una rete di comunicazione, nata inizialmente a scopo militare, che si estende per tutto il globo terrestre, con una struttura capillare”: i “rami” più grandi (quelli che percorrono distanze anche intercontinentali, trans-oceaniche, e che possono trasportare il maggior numero di informazioni) vengono chiamate dorsali.
Le altre linee minori, che distribuiscono il flusso di dati in tutto il territorio, assumo altri nomi in base alla loro portata: T1, T2, T3 etc.
La trasmissione di dati, attraverso questa rete, è basata su numerose regole, raggruppate per livelli di competenza, che prendono il nome di protocolli.

A tutt’oggi questa rete, a differenza di quella telefonica, non arriva direttamente nelle nostre case. Le foglie di questo immenso albero, i nodi terminali di Internet, che fanno da portali verso il “web” (“la ragnatela”, così viene comunemente chiamata per la capillarità con cui si estende su tutto il territorio, raggiungendo quasi ogni punto del pianeta) vengono chiamati provider, ovvero “fornitori di servizi”. Ed è tramite i loro server che riusciamo collegarci ad Internet.

Quindi quando ci connettiamo ad Internet dal nostro pc, in realtà, stabiliamo una connessione tra il nostro pc ed uno dei server del provider scelto (tin.it, tiscali.net, etc ) attraverso la normale linea telefonica.

modem12Come si vede nell’immagine, tra il nostro pc e il server del provider c’è un componente chiamato modem (modulatore-demodulatore).

Sulla normale linea telefonica, il famoso “doppino telefonico”, i dati viaggiano in formato analogico, ovvero sotto forma di onde elettriche. E’ necessario quindi un apparecchio che trasformi i dati in formato digitale del pc, in dati analogici, e viceversa, e che gestisca la comunicazione di tali dati con l’apparato ricevente.
Sono proprio questi i compiti principali del modem.

Una volta stabilita la connessione col provider siamo a tutti gli effetti connessi ad internet e quindi in grado di raggiungere ogni pc connesso da qualunque parte del mondo, senza doverci preoccupare di trovare il modo migliore e più veloce di far arrivare i nostri dati a destinazione: sono proprio i protocolli di rete che si occupano di questo complicato compito.

Come potete facilmente intuire però, lo scambio di informazioni tra due pc è possibile solo se i due sono in grado di “vedersi”, di “trovarsi”…
Pe rendere possibile tutto ciò e necessario che ogni computer collegato ad internet abbia un numero, un nome o un indirizzo che lo identifichi univocamente tra tutti i pc connessi ad internet in un determinato momento.

Su internet questo numero ( formato da quattro terzine di numeri che vanno da 000 a 255 – xxx.xxx.xxx.xxx ) prende il nome di IP, Internet Protocol, e viene assegnato ad ogni pc dal provider al momento della connessione.

Ad ogni provider, a sua volta, vengono assegnati (venduti), dagli organi internzionali competenti che gestiscono la funzionalità e la sicurezza di Internet, uno o più IP a seconda della posizione e dell’estensione della zona che tale provider dovrà gestire.

Prendiamo come esempio uno dei più importanti provider italiani, Tin.it. Uno dei sui IP è 82.59.xxx.xxx: cosa significano le x in questo indirizzo !?
Significano che Tin.it, o meglio, ognuno dei pc collegati ad internet tramite Tin.it, e al quale lo stesso provider assegna un indirizzo, può assumere un indirizzo che va da 82.59.000.000 a 82.59.255.255 (questo range si chiama famiglia di IP. L’IP che ci viene assegnato dal provider, e grazie al quale siamo inequivocabilmente raggiungibili, prende il nome di IP PUBBLICO.

E’ quindi intuibile che da tale IP possiamo ricavare, tra l’altro, informazioni riguardanti la posizione geografica del pc a cui è stato assegnato.

Ma questa non è l’unica modalità di accesso ad Internet: alcune società, per poter offrire una maggiore velocità o una garanzia maggiore sull’effettiva banda utile (**) hanno cablato una loro rete privata, che portano fino a casa di ogni utente che vi si abbona.

La differenza maggiore tra questo tipo di collegamento ed il precedente è che l’IP che un PC assume in una rete privata è visibile solo all’interno della stessa rete, e prende il nome di IP PRIVATO. In questo caso tale PC non sarà direttamente raggiungibile dall’esterno di questa rete, a meno che il gestore della rete non assegni anch eun IP PUBBLICO a tale PC (in genere questo servizio si paga ).

Prendiamo l’esempio di una sociètà che abbia una rete privata alla quale sono connessi n utenti (pc) di una singola città.
Ogni pc può comunicare con ogni altro pc all’interno della stessa rete privata, ma per poter “uscire su internet” ha bisogno di un IP PUBBLICO, ovvero un IP che faccia da collegamento tra Internet ed il su ostesso ip PRIVATO. Il problema è che queste società, quando acquistano un range di IP, pagano un valore proporzionale al numero di IP acquistati.
E per risparmiare denaro adottano la seguente soluzione:
invece di assegnare un IP PUBBLICO ad ogni pc che esce dalla rete privata verso Internet, ne assegnano uno per ogni gruppo di utenti: come se tutti gli utenti di un quartiere della stessa città ( ognuno ha un IP PRIVATO ben distinto ) uscissero su Internet con un solo IP.

Il limite di questa modalità è che non avendo un ip univoco che li distingue questi pc non possono essere raggiunti dall’esterno.

Lezioni di Excel febbraio 3, 2009

Posted by datalogicommunication in Lezione Excel.
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Apro Excel e cosa vedo ?

Quando apri il programma EXCEL                                           fogliodilavoro2
viene automaticamento aperta una CARTELLA DI LAVORO (da non confondere con le cartelle “quelle gialle” per intendersi).
Per fare un paragone: quando apri Word, viene aperto un “Documento vuoto”, mentre quando apri Excel, viene aperta una “Cartella di lavoro vuota”.
Questa “cartella di lavoro” è inizialmente composta da n.3 FOGLI DI LAVORO , e questo lo noti dalle “linguette” in basso a sinistra.
Il “foglio di lavoro” ATTIVO (quello in cui stai lavorando) si distingue dagli altri per il colore uguale allo sfondo.

Le Barre

Alla “cartella di lavoro” viene inizialmente assegnato il nome di Cartel1, e questo lo noti sulla BARRA DEL TITOLO (la prima barra in alto).
Appena sotto, trovi la BARRA DEI MENU’ , dove si trovano tutti i comandi per lavorare con Excel.
La terza barra è la BARRA STANDARD dove si trovano alcuni comandi della “barra dei menù”, rappresentati da piccole immagini (le ICONE).
La quarta barra è la BARRA FORMATTAZIONE , dove anche qui si trovano alcuni comandi della “barra dei menù”.
Queste ultime due barre contengono comandi già esistenti nella barra dei menù, ma sono più comodi e veloci da usare.
Nella BARRA DELLA FORMULA puoi vedere il contenuto delle celle e cosa più importante, puoi comporre e vedere le formule.
La BARRA DI STATO si trova, invece in fondo al FOGLIO DI LAVORO, e dà indicazioni sui comandi in uso.

Celle – Righe – Colonne

In mezzo c’è il foglio di lavoro vero e proprio, diviso in tante piccole CELLE .
Ogni cella (come per la “battaglia navale”) è identificata da una RIGA e una COLONNA .
… ed è in queste celle che inizierai a scrivere, testo, numeri e formule !

LA CELLA ATTIVA

Quando si apre una nuova cartella di lavoro,
la prima cella attiva è la cella A1.
Ovvero, la cella attiva, è la cella che riceverà i dati digitati da tastiera.

MI SPOSTO TRA LE CELLE

Premi il tasto cursore destro da tastiera.
la cella attiva è ora la B1, e questo lo noti:
1 – dai bordi più spessi della cella
2 – dalla casella nome (a sinistra della barra della formula c’è scritto B1)
3 – dallo sfondo più scuro della colonna B e della riga 1.
Prova adesso a premere sui tasti cursori per rendere attive altre celle del foglio.
… e osserva come cambia il contenuto della casella nome e i riferimenti di riga e di colonna.
casellanome

SCRIVO E FISSO I DATI

Seleziona (rendi attiva) ora, la cella A1. ed inizia a digitare
sto scrivendo su una cella
(non preoccuparti se il testo sconfina nella cella successiva)
scriveredati

Ora (a differenza di word) devi confermare i dati immessi, e lo puoi fare in diversi modi:
premi il tasto invio da tastiera o
premi uno dei tasti cursore o
clicca su un altra cella o
clicca sul segno di spunta verde nella barra della formula.

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