Aprire i files .docx su Office 2003 e precedenti ottobre 6, 2009
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Ai più sembrerà un post banale e scontato, ma siccome recentemente mi è capitato di dover inviare dei documenti .docx che il destinatario non riusciva ad aprire in quanto non possedeva Office 2007, ritengo opportuno informare, per completezza d’informazione e per quei pochi che ancora non lo sapessero, che esiste un’apposita patch di compatibilità rilasciata da Microsoft che permette di aprire tutti i nuovi formati introdotti in Office 2007 anche nelle precedenti versioni.
Installando il Compatibility Pack in combinazione con Microsoft Office 2000, Office XP o Office 2003, sarà possibile aprire, modificare e salvare i file utilizzando i nuovi formati di file introdotti in Word, Excel e PowerPoint 2007. È inoltre possibile utilizzare il Compatibility Pack in combinazione con Microsoft Office Word Viewer 2003, Excel Viewer 2003 e il Visualizzatore di PowerPoint 2003 per visualizzare i file salvati nei nuovi formati. Per ulteriori informazioni sul Compatibility Pack, vedere l’articolo della Knowledge Base 924074
Dopo aver installato il Microsoft Office Compatibility Pack, clickate sul secondo link e scaricate ed installate l’aggiornamento relativo, ovvero il Microsoft Office Compatibility Pack Service Pack 1.
Requisiti: Windows 2000 SP4/XP/Server 2003 – Office 2000/XP/2003
Link: Microsoft Office Compatibility Pack
Link: Microsoft Office Compatibility Pack Service Pack 1
The Pirate Bay si è venduta ottobre 2, 2009
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L’azienda svedese che la acquisirà ha promesso di trasformare la Baia in un business legale. BrokeP rassicura e tradisce il proprio sfinimento, i bucanieri della rete insorgono
Roma – Un tradimento, una sconfitta, la morte della Baia dello sharing. Ma anche un’evoluzione, un cavallo di Troia capace di scuotere l’industria dei contenuti tradizionale e traghettarla verso modelli di business più innovativi e più vicini alle esigenze del pubblico. The Pirate Bay si è venduta, si venderà ad un’azienda svedese che medita di trasformare la Baia in uno strumento di sharing inattaccabile.
È un punto di riferimento per lo sharing, è un approdo in rete per oltre 25 milioni di netizen. Il vessillo dei pirati della Baia simboleggia la condivisione in rete e l’irruenza della necessità espressa dai netizen di poter fruire dei contenuti e di poterli condividere sfruttando al massimo le potenzialità della rete. Il sequestro del 2006 ad opera della forze dell’ordine svedesi è leggenda, epici i caustici scambi di battute che hanno opposto i rappresentanti di The Pirate Bay ad un’industria dei contenuti che non sembrava stare al passo con quello che i cittadini della rete da tempo chiedono loro. The Pirate Bay ha squassato le corti di mezza Europa e mobilitato legislatori, ha innescato setacci e ha arringato le folle. Ha cavalcato i marosi delle polemiche per guadagnare l’attenzione della rete. I timonieri della Baia sono stati giudicati colpevoli, condannati a pagare milioni di euro e a scontare la propria pena con il carcere. Peter Sunde, altresì noto come BrokeP, aveva promesso che non avrebbe corrisposto nulla, le speranze della rivalsa erano riposte nel torbido passato di un giudice vicino all’industria dei contenuti, speranza flebile, spenta dalla decisione del tribunale svedese che ha giudicato lecito il procedimento con cui la Baia è stata affondata. Cinque anni di storia in cambio di 60 milioni di corone svedesi, cinque milioni e mezzo di euro. Cifra che la svedese Global Gaming Factory, azienda che gestisce una rete globale di Internet café e centri di intrattenimento videoludico, verserà per metà in denaro sonante, per metà in quote scaturite da un nuovo assetto azionario. Da The Pirate Bay spiegano che quanto ricavato dalla vendita non servirà a pagare conti con la giustizia né a spianare la strada alla ciurma dei bucanieri: convergerà in un fondo aperto oltre i confini svedesi, fondo che alimenterà altri progetti che fermentano da tempo, dedicati alla tutela dei diritti digitali. Le energie erano esaurite, la Baia non rinuncia a lottare contro l’”odiata” industria dei contenuti, c’è bisogno di decentrare le risorse per riverberare l’impatto dello sharing, nemmeno un grazie per sei anni di lavoro, The Pirate Bay non è tutto: le reazioni cinguettate di Sunde sono
scomposte, non sono impregnate della solita, rassicurante sicumera capace di fomentare le platee dei condivisori.
Global Gaming Factory ha in cantiere grandi progetti: sta completando l’acquisizione di Peerialism AB, le cui tecnologie contribuirebbero a consolidare l’infrastruttura e a gestire al meglio il traffico, provvederà a rendere più efficiente il tracker di The Pirate Bay. E intende “introdurre modelli che permetteranno che i fornitori di contenuti e i detentori dei diritti vengano pagati per i contenuti che verranno scaricati attraverso il sito”. I nuovi nocchieri di The Pirate Bay aspirano a diventare inattaccabili di fronte alla legge: se la responsabilità dello sharing e delle violazioni è stata finora imputata agli utenti che approfittavano di un’infrastruttura neutra, Global Gaming Factory sembrerebbe volersi assumere la responsabilità di impugnare il timone e di virare verso il business.
Un nuovo Napster, da cui non si potrà spremere nulla di buono? Un voltafaccia che si tradurrà in una disfatta per le istanze piratesche dei cittadini della rete? Progetti che fermentano in gran segreto per sovvertire gli equilibri del mercato dei contenuti online? Se gli utenti non lesinano critiche acuminate, l’industria dei contenuti rappresentata da IFPI si esprime con cautela: “non conosciamo i dettagli e ci sono molte questioni aperte riguardo a come ciò si tradurrà in pratica – ha commentato il CEO di IFPI John Kennedy – ma saremmo entusiasti se questo processo risultasse nel fatto che The Pirate Bay diventasse un servizio legale”. Concorda il presidente di FIMI Enzo Mazza: “Gli sviluppi sul fronte di Pirate Bay – ha dichiarato a Punto Informatico – invitano all’ottimismo e noi ci auguriamo che il modello legale proposto dai nuovi proprietari possa finalmente contribuire allo sviluppo del business dei contenuti digitali. Le azioni giudiziarie promosse anche in Italia hanno infine portato ad una possibile soluzione positiva”.
Comunque la situazione si evolva, in qualsiasi direzione muovano le correnti, la Baia sembra prepararsi a qualcosa di dirompente. Un dirompente modello di business, un dirompente capitombolo. Dal blog ufficiale è stato annunciato l’allestimento di una interfaccia per semplificare la rimozione degli account.
Gaia Bottà
Pubblicità su Google agosto 29, 2009
Posted by datalogicommunication in Pubblicità su Google.Tags: motore di ricerca, motori ricerca posizionamento, posizionamento garantito, posizionamento google, posizionamento motori, posizionamento primi posti motori di ricerca, posizionamento siti internet, posizionamento sito google, posizionamento sui motori, POSIZIONAMENTO TESTA MOTORE DI RICERCA, posizionamento testa nei motori di ricerca, registrazione garantita, registrazione garantita sui motori, registrazione motori, registrazione motori di ricerca, registrazione nei motori di ricerca, registrazione primi posti motori di ricerca, registrazione siti internet, registrazione siti web, registrazione sui motori, servizi di posizionamento sui motori di ricerca
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Una campagna pubblicitaria su Google permette alle aziende di raggiungere facilmente ed economicamente il target della propria comunicazione.
Inoltre si ha un completo controllo sul budget che si vuole investire, senza nessuna spesa imprevista.
Per fare pubblicità su Google è fondamentale pensare con largo anticipo a ciò che si vuole ottenere.
Bisogna identificare l’obiettivo della campagna con precisione e stabilire i parametri che possono indicarne il successo.
Iniziare una campagna di pubblicità su Google è veloce e poco costoso.
L’economicità di questa nuova strategia pubblicitaria ha persino contribuito alla diminuzione dei prezzi per fare pubblicità con i classici banner sui portali.
Contattami per sapere come fare, potremmo cominciare domani stesso
Alcuni esempi di validi obiettivi:
- se l’obiettivo è ottenere maggior feedback dal sito internet, allora bisogna utilizzare come parametro indicatore il numero di contatti ricevuti dal sito
- se l’obiettivo invece è semplicemente aumentare il traffico su una determinata pagina, sarà sufficiente monitorare le statistiche di accesso alla pagina in questione prima, durante e dopo la campagna
- nel caso in cui l’obiettivo fosse aumentare gli acquisti online, allora sarà indispensabile monitorare tutto il processo di acquisto per verificarne il valore passo dopo passo e per individuarne gli eventuali colli di bottiglia.
Una volta identificati gli obiettivi si procede a:
- definire con precisione l’oggetto dell’annuncio, il soggetto della campagna (la pubblicità su Google fornisce migliori risultati per obiettivi specifici piuttosto che per semplice ritorno di immagine, essendo una comunicazione non visiva)
- stabilire il budget della campagna e del poteniziale CPC (costo per ogni clic) che Google ci chiederà (serve un’analisi approfondita del settore)
- identificare le parole chiave che si intendono utilizzare
- stabilire una gerarchia di parole chiave per ripetere e combinare tra loro le più importanti
- realizzare una landing page, cioé una pagina di arrivo sulla quale gli utenti saranno indirizzati quando effettueranno il clic sull’annuncio
- realizzare l’annuncio vero e proprio
- monitorare le statistiche del sito e della campagna (Google fornisce tutti gli strumenti necessari a monitorare in tempo quasi reale il budget e l’andamento della campagna)
analizzare i risultati durante e dopo la campagna di pubblicità su Google
Alcuni esempi di validi obiettivi:
- se l’obiettivo è ottenere maggior feedback dal sito internet, allora bisogna utilizzare come parametro indicatore il numero di contatti ricevuti dal sito
- se l’obiettivo invece è semplicemente aumentare il traffico su una determinata pagina, sarà sufficiente monitorare le statistiche di accesso alla pagina in questione prima, durante e dopo la campagna
- nel caso in cui l’obiettivo fosse aumentare gli acquisti online, allora sarà indispensabile monitorare tutto il processo di acquisto per verificarne il valore passo dopo passo e per individuarne gli eventuali colli di bottiglia.
Una volta identificati gli obiettivi si procede a:
- definire con precisione l’oggetto dell’annuncio, il soggetto della campagna (la pubblicità su Google fornisce migliori risultati per obiettivi specifici piuttosto che per semplice ritorno di immagine, essendo una comunicazione non visiva)
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- realizzare una landing page, cioé una pagina di arrivo sulla quale gli utenti saranno indirizzati quando effettueranno il clic sull’annuncio
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- monitorare le statistiche del sito e della campagna (Google fornisce tutti gli strumenti necessari a monitorare in tempo quasi reale il budget e l’andamento della campagna)
analizzare i risultati durante e dopo la campagna di pubblicità su Google
Cambiare lo sfondo di una foto con Photoshop agosto 25, 2009
Posted by datalogicommunication in Cambiare sfondo con Photoshop.Tags: Adobe Photoshop, backup, computer, cs, Design, foto, guida, guide, image preview, informatica, Modificare lo sfondo di una foto, pc, sfondo, software, trucchi, tutorial
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PhotoShop è il programma più adatto per realizzare quello che chiedi e permette di procedere in diversi modi per questo tipo di lavoro.
Quello che ti serve è “scontornare” la figura di primo piano e poi aggiungere lo sfondo su un’altro livello.
Se non hai ancora dimestichezza con il programma, e se hai almeno la versione CS puoi provare con la voce “Estrai” (Extract) dal menu “Filtri” (Filters).
Una volta selezionato questo filtro si aprirà una finestra con alcuni strumenti, quelli che ci interessano sono due:
- Evidenziatore
- Secchiello
Con l’Evidenziatore devi tracciare il contorno (anche grossolanamente) dell’immagine di primo piano, con il Secchiello riempi la parte che ti interessa
poi fai click su Anteprima, dovresti vedere una elaborazione automatica che elimina lo sfondo dalla figura e se il risultato ti soddisfa clicchi su OK.
Se non ti soddisfa puoi visualizzare nuovamente il contorno e il riempimento mettendo la spunta sulle ultime due caselle in basso a destra e puoi sistemare meglio la selezione.
Questo filtro rimuove una parte dell’immagine, come se avessi usato la gomma.
Esiste un altro modo per nascondere parte dell’immagine senza perderla del tutto, la maschera di livello…
Per creare una maschera clicca sul secondo tasto in basso nella palette livelli, quello con la forma di un cerchio bianco dentro a un rettangolo grigio,

se la maschera non si crea vuol dire che stai lavorando su un livello bloccato o di sfondo, devi sbloccare il livello
Seleziona la maschera che è quella miniatura bianca che dovrebbe essere comparsa accanto alla miniatura di livello e poi dipingi con un pennello di colore bianco o nero: il bianco rivela l’immagine, il nero la nasconde.
Oltre al pennello puoi usare anche gli altri strumenti (molto utile lo sfumino intorno ai bordi), e tutti i filtri.
Bing, il motore di ricerca Microsoft giugno 6, 2009
Posted by datalogicommunication in il motore di ricerca Microsoft.Tags: bing, bing vs google, recensione bing
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In effetti, probabilmente non è il caso di aggiungere al fuoco altro carburante per le “faccenducole” che girano attorno al problema antitrust. Ma veniamo piuttosto al nuovo search engine, che oggi appare (ironia della sorte?) con una homepage monopolizzata da un bellissimo leopardo delle nevi che mi par di capire è solo uno dei “volti” del search engine. Bing è già localizzato in italiano, e la cosa non sorprende, pur campeggiando ancora la scritta “beta” sotto al suo nome. Al giorno d’oggi, lo status di beta perenne è comune a grandi e piccoli prodotti informatici! Facendo una ricerca sul mio annoso e ormai semi-ritirato nick rammit, Bing presenta dei risultati soddisfacenti, devo dire. Abbiamo al primo posto l’azienda di demolizioni a cui mi par quasi di aver fatto la pubblicità negli ultimi anni, la comunità italiana dei Rammstein (ramm e IT, t’è capì?) e poi ovviamente Trackback. In effetti Microsoft sostiene di aver creato un motore di ricerca che bada al contesto e alla rilevanza, non alla popolarità di un link (anche se credo che una ditta che agita palle giganti di ghisa ed esplosivi meriti più fama di me!). Dei miei blog personali, vecchi e nuovi, nessuna traccia. Se cerco Google Wave, invece, mi viene proposta la pagina ufficiale di Google, e poi dei risultati misti in italiano (corriere scienze) e in inglese (siti con un buon profilo come ZDNet e Softpedia). Alla faccia del “non mettiamo i link più popolari”. In alto, sotto al box di ricerca, si può selezionare risultati solo in italiano e solo dall’Italia. Per accedere a Bing in inglese (e a me generalmente serve così un motore di ricerca) si deve andare in alto a destra sotto Extra> Preferenze e selezionare la lingua desiderata. Come nel magico mondo di Google si può accedere con il proprio account di Windows Live. Questo permette di: Windows Live ID ti consente di aprire un conto cashback di bing, ricevere avvisi sulle notizie di bing, aggiungere raccolte di mappe di bing e ottenere l’accesso completo al centro webmaster di bing e al centro sviluppatori di bing. Citando la pagina di login. Passiamo ai risultati multimediali. Ho provato a cercare prima Coin Operated Boy, poi Dresden Dolls, ma nulla. Mi dava risultati unicamente testuali. Si vede che il gruppo non è sufficientemente famoso, che dire! Soffocando un sospiro allora ho provato con qualcosa di più facile ed ho cercato Madonna. La pagina di Bing è davvero cambiata! E’ apparsa la pubblicità (separata dal resto in un box beige) seguita da un ulteriore elemento grafico contenente le immagini della nostra magrissima amica, e dei link ad una versione di sole immagini, video e alla biografia della cantante. Le immagini portano ad una pagina molto simile a Google Image search, in cui prevedibilmente Madonna è mescolata… All’altra Madonna. I video portano ad un’altra pagina di testo. Il che è strano perchè altrove ho trovato un link ad una pagina di video che possono essere fatti girare direttamente su Bing (peraltro solo passandoci sopra il mouse, mooolto spettacolare!). Vorrei sapere dove sta il problema, evidentemente, qui qualcosa non ha funzionato. Conclusioni In questo breve esperimento su Bing ho esplorato un po’ il funzionamento del motore di ricerca Microsoft, e ne sono uscito con un’impressione decisamente positiva. Il codice è ben scritto e Bing è rapido come il fulmine. I risultati sono soddisfacenti, e non molto diversi da quelli che otterrei con Google. In effetti, non posso certo trovarmi in disaccordo con chi dice che non sarà sulla potenza tecnica che si combatterà la battaglia contro Mountain View: dubito che all’utente medio importerà molto il grado di rilevanza di link che sembrano quasi usciti dallo stesso motore. E se Bing avesse successo, beh, io ne sarei contento. Mi piace il clima di concorrenza, e mi piacerebbe ancora di più vedere i SEO che corrono come formiche disturbate per cercare di capire Bing almeno quanto Google (cioè poco e male, e in modo quasi “mitologico”, mi viene spontaneo di dire).
Eee Pc Seashell 1008 HA: nuovo notebook di Asus dal design raffinato e ricco di dotazioni giugno 4, 2009
Posted by datalogicommunication in Notebook - Pc Fissi.Tags: Asus, asus Eee Pc Seashell 1008 HA, Asus eeepc, caratteristiche tecniche, Computer portatili, Design, dotazioni, EEEPC 1008 HA ASUS NERO - MODELLO NUOVISSIOMO INTROVABI, Informatica e Palmari, Netbook, notebook Asus, nuovo netbook, seashell 1008 nuovo notebook
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Si chiama Eee PC Seashell 1008HA il nuovo nato di casa Asus caratterizzato da un design raffinato e dimensioni contenute e che arriverà nei negozi italiani entro la fine di Maggio. Ricoperto da una cover con tecnologia In-Mold Roller che ne migliora la resistenza agli urti ed ai graffi, il nuovo Asus è dotato di un display da 10 pollici retroilluminato a LED con risoluzione WSVGA (1024×600 pixel) e tecnologia Color-Shine, una tastiera estesa e un touch-pad multi-touch. Compresa anche una batteria che garantisce fino a 6 ore di autonomia. Cuore del Seashell 1008 Ha è un processore Atom N280,
con 1GB di memoria DDR2 SO-DIMM, disco fisso da 160GB 2,5” SATA II 5400RPM, supporto per reti Wi-Fi 802.11b/g/n e Bluetooth2.1 + EDR e webcam da 1,3Mpixel integrata con microfono e speaker stereo integrati. Come sistema operativo Asus ha scelto Windows XP Home. Per quanto riguarda le connessioni, ne saranno disponibili modalità di vario genere fra cui una mini VGA, due USB 2.0, una LAN RJ-45, due jack audio ed un lettore di schede di memoria MMC/ SD. Il prezzo dovrebbe aggirarsi intorno ai 429 euro.
Excel per Mac 2004 – Guida all’uso maggio 28, 2009
Posted by datalogicommunication in Lezioni Excel per Mac.add a comment
Excel agisce però in un modo che a noi potrebbe apparire strambo.
Perché mentre noi ci limiteremmo a sottrarre i numeri, il programma agisce sul contenuto delle celle. Infatti occorre, per effettuare l’operazione, dare al programma le “coordinate” dove andare a pescare i numeri su cui eseguire l’operazione.
A questo punto basta premere ‘Invio’ per ottenere il risultato. Già qui abbiamo una novità rispetto alla versione precedente. Ogni cella viene contrassegnata da un colore diverso per facilitarne l’individuazione. La somma, come appare ovvio, è l’operazione che viene più utilizzata; tanto utilizzata da meritare un proprio posto nella barra degli strumenti dell’applicazione. Basta cliccarla per ottenere appunto la somma.

Le altre (ma non le uniche, sia chiaro, parliamo delle più utilizzate: complessivamente sono circa 140), sono Media, Min, Max e Conteggio. Altra novità di questa versione: in caso di errore nel foglio di calcolo appare nella cella a sinistra in alto un triangolino che offre l’accesso a un menu in cui scegliere se correggere l’errore o conoscerne la possibile causa che lo ha provocato.

Ma ora bando alle ciance. Poniamo il caso di dover gestire un piccolo negozio di libri. Libri che ovviamente, sono di diverse case editrici, di diverso autore e prezzo, di differente formato o numero di pagine. Che si abbia bisogno a questo punto di un elenco per gestire il tutto, appare ovvio. Abbiamo bisogno di uno strumento affidabile, veloce, che ci permetta di cercare e ordinare i nostri dati in modo semplice ed efficace. Già: perché magari non abbiamo buona memoria, e qualora nel nostro negozio di libri entrasse un cliente con la richiesta di un libro a meno di 10,00 Euro, noi dovremmo essere in grado di ‘isolare’ quei libri, e solo quelli, da tutti gli altri che hanno un costo superiore. Realizzeremo tutto questo con la funzione Elenco (disponibile dal menu Inserisci). Qui entriamo in contatto con una finestra che ci guiderà passo passo in tre fasi distinte, nella realizzazione di quanto desiderato.
La prima ci permette di indicare dove sistemare i nostri dati, anche importandoli dall’esterno. Noi, andremo a creare tutto ex-novo
Nella seconda schermata, dobbiamo definire i nomi da dare alle colonne, indicando anche a quale famiglia appartengono i dati.
Infine, diamo un nome al nostro elenco e premiamo il pulsante “Fine”.

Avremo ottenuto un elenco delimitato da una cornice, all’interno del nostro foglio di lavoro. A questo punto, non rimane che inserire i nostri dati.
Come si vede, con la funzione Elenco viene creata un’area rettangolare delimitata da una cornice; in fondo si nota un asterisco che indica la possibilità di inserire un altro dato.
Gettiamo adesso un’occhiata su alcune funzioni semplici da usare, e che possono poi essere utilizzate per svariati scopi. Per esempio la formattazione condizionale. Di che si tratta?
Tutto sotto controllo
Già la sua definizione ne tradisce la natura. Si tratta di applicare alla cella un certo tipo di formattazione nel caso il suo contenuto raggiunga un determinato valore. Sotto con un esempio ora.
Vogliamo che nel caso si rimanga senza un certo titolo, esso venga immediatamente notato perché si proceda al suo riordino. Evidenziamo le celle “Disponibilità”, quindi andiamo sul menu Formato > Formattazione condizionale. Appare una finestra:
Qui nella prima casella possiamo scegliere se applicare questo tipo di formattazione o alla cella, o alla formula stessa. Nella seconda, si sceglie l’operatore di confronto che può essere o una formula (e allora occorre anteporre come sempre il segno =), o un valore. Nella terza, i valori con cui si vuole fare il confronto. Il tasto Aggiungi permette di aumentare le condizioni sino ad un massimo di 3 per cella. Premendo poi il pulsante Formato si sceglie appunto il formato da assegnare. Quindi, abbiamo terminato
Ordina e filtra
All’inizio di questa puntata avevamo immaginato di realizzare uno strumento che ci permettesse, tra le altre cose, di ‘isolare’ quei libri dal costo inferiore ai 10 Euro. Basta sfruttare la funzione “Ordina e filtra”.

Azionandola, verrà visualzzato solo quel/quei libro/i che risponde a quel determinato requisito.

Ma se non si è soddisfatti si può anche creare un proprio filtro personalizzato. Dal menu Dati> Ordina:

Qui è sufficiente scegliere come si desidera creare il nuovo elenco. Andando nelle Opzioni, si sceglie anche l’elenco in base al quale si vuole l’ordinamento.
COMPRIMERE UN FILE CON WINZIP maggio 21, 2009
Posted by datalogicommunication in Zippare un File.Tags: trucchi, iso, backup, download, giochi, divx", aiuto, help, Mp3, programmi, video, Musica, emule, Tips, Libri, Community, Come Si Fa A Comprimere Un File?, scambio, condivisione, p2p, winmx, peer to peer, scaricare, italia, italiana, italiano, file, files, supporto, veloce, peer 2 peer, rete, condividere, sharing, come scaricare, ritrovo, centro, documenti, immagini, ebook, clip, xvid, mpc, assistenza, problema, problemi, soluzione, consiglio, risorsa, rapido, istantaneo, migliore, valido, sistema, trucchetti, tool, shareaza, bittorrent, mute, edonkey, lopster, ares, emule plus, dc, direct connect, bearshare, ants, WinZip, compression, best compression, zip, unzip, archive, extract, split, splitting, encrypt, decrypt, AES, LHA, 7Z, IMG, RAR, BZ2, burn DVD, self extractor, secure data, photo compression, digital photo, JPEG compression, image viewer, data backup, task automation
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WinZip è il più diffuso programma per la compressione e decompressione dei file.
E’ un programma Shareware il che significa che si può provare per un certo periodo di tempo (3 settimane), al termine del quale è necessario registrarsi. E’ scaricabile dal sito ufficiale.
Se vi interessa una alternativa Freeware (gratuita) provate 12.1-Zip.
Comprimere (o zippare) un file significa diminuirne la dimensione tramite una procedura particolare; Estrarre o decomprimere vuol dire applicare il procedimento inverso riportando il file alla sua dimensione originale e renderlo nuovamente utilizzabile.
Comprimere un file è utile per risparmiare spazio su disco e per trasferire file su Internet più velocemente. Un file ZIP può essere paragonato ad una cartella contente file compressi. Le spiegazioni faranno riferimento a WinZip.
1.
Entrare nella cartella dove è stato installato l’applicativo e ricercare l’archivio del programma che è il file con estensione mdb (di tipo Access). Se l’estensione non è visibile vedere 
2.
Un click con il tasto destro del mouse sopra il file con estensione mdb.
A questo punto, con un click del tasto sinistro selezionare la voce che visualizza il nome dell’archivio con estensione ZIP.
Potrebbe anche verificarsi la situazione sottostante, nel qual caso selezionare prima WinZip e successivamente Add to Archivio del programma.zip.
3.
Se WinZip non è registrato comparirà la schermata sottostante: un click sul pulsante “I Agree”.

Captcha e recaptcha: come fare di necessità virtù maggio 11, 2009
Posted by datalogicommunication in Internet - Indicizzazione.Tags: blog, Fotocamere Digitali, Informazioni, Lettori MP3, Notizie, Videocamere
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Innanzitutto, che cos’è un captcha e a che cosa serve? E’ quella parola “cammuffata” e senza senso che siamo obbligati a trascrivere correttamente, per esempio, per inoltrare un commento su un blog o su un forum di
discussione. Il termine è stato coniato alla Carnegie Mellon University ed è un acronimo di “test di Touring pubblico e completamente automatico per distinguere computer e umani“: fu Alan Turing il primo ad esprimere la necessità di riconoscere la risposta di un essere umano da quella di un computer. Il captcha serve, appunto, per dimostrare che siamo un essere umano e non una macchina. Nel caso appunto dei blog e dei forum, esistono programmi che individuano i campi di commento e inviano grandi quantità di spam a centinaia di siti diversi. Serve dunque a porre un limite fisico: i computer non sono in grado di decifrare un captcha, il cervello umano sì. Sempre alla Carnegie Mellon University, è stato calcolato che ogni giorno scriviamo circa 60 milioni di queste parole senza senso, più o meno il contenuto di due enciclopedie. Allora, hanno inventato il recaptcha. Come vi ho scritto nel titolo, “fare di necessità virtù“: invece di digitare parole prive di senso, con questo progetto si potrà contribuire “all’archiviazione digitale di tutti i libri e documenti che la nostra cultura ha prodotto prima dell’era digitale, a mano o in stampa“. Recaptcha ci chiederà di trascrivere parole di testi che sono stati scannerizzati e che il computer non è in grado di decifrare e potremmo così contribuire alla digitalizzazione del sapere universale per i posteri. “Uomini o macchine che siano, i posteri” conclude Luca Sofri. Ottimo spunto di riflessione. Fatevi avanti: il progetto è ambizioso e di notevole spessore. Potremmo diventare “gli amanuensi” dell’età digitale.







